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BEPPE, IL CANTANTE CHE ADESSO CURA GLI ANZIANI

Ha aperto "Famiglia al Centro" in Via Matteotti, 38 ad Albino: Assistenza Sanitaria a Domicilio anche per Persone Fragili, o in caso di infortunio o Malattie


Articolo di Fabio Gualandris per il Giornale "PRIMA BERGAMO" in edicola da Venerdì 8 Gennaio


Si reinventa e sperimenta nuovi percorsi lavorativi Giuseppe Duci, per tutti Beppe, albinese, classe 1971, ex presidente dell’associazione “Le botteghe di Albino” e tanto altro.

«Sono sposato con Fiore da 8 anni ed ho 2 magnifici figli – si presenta -. Sono cresciuto frequentando l’Oratorio fino alla maggiore età, facendo parte delle squadre di calcio e basket - all’epoca c’era appunto anche la squadra di basket - e facendo, dai 13 anni fino alla maggiore età, anche l’animatore partecipando con passione a tutte le iniziative possibili».

Ma il mondo dello spettacolo l’ha appassionata e coinvolta

«Ho sempre avuto piacere nello stare su un palcoscenico, ho esordito a 8 anni a teatro con don Giuseppe Rizzi nella sua compagnia Filojuve, se non ricordo male, nel “Piccolo Parigino” (tra i momenti indimenticabili la trasferta a Ginevra per gli emigranti bergamaschi) proseguendo in quella che all’inizio era solo una passione che poi è diventato il mio lavoro: cantare! Nelle medie ho partecipato a due “Scoiattoli d’Argento” (concorso canoro, ndr) con scarsi risultati, infatti ero parecchio emotivo e le gare di ogni genere non sono mai state il mio forte. La prima esperienza importante su un palcoscenico è stata a 20 anni con il mio primo gruppo musicale a cui ne è seguito un altro, finché nel 1995 in coppia per alcuni anni con Luca Barcella di Alzano Lombardo, ho cominciato a fare sul serio; da allora, a parte un’importante parentesi di Direzione Artistica al locale “La Cupola” di Nembro, ho fatto quasi 200 date all’anno di musica e animazione per feste private e locali, questo fino al 22 febbraio 2020!»

La data è significativa, coincide con l’inizio dell’emergenza sanitaria che ha colpito così duramente la Val Seriana. Ma non si è arreso ed è ripartito con una nuova attività, completamente diversa dalla precedente. Da cosa nasce l’idea di questo nuovo inizio?

«Ho sempre avuto la convinzione di cambiare lavoro a 50 anni, sicuro di aver dato e di aver preso dal lavoro precedente tutto quello che c’era sul piatto per me, la Pandemia non ha fatto altro che anticipare di poco i fatti. Rimane inteso che non voglio smettere, voglio solo cercare un’altra strada da percorrere con entusiasmo, andando avanti a fare musica e intrattenimento come passione, la mia più grande passione. Questa nuova attività è totalmente diversa dalla precedente ma fa riemergere le mie attitudini e esperienze di oratorio, ovvero mettersi al servizio di chi ha bisogno: l’Home care, ovvero la cura e l’assistenza a domicilio delle persone fragili».

Quando ha avviato la nuova attività?

«Ho cominciato a fare formazione a giugno attraverso un’azienda, “Teleserenità”, che lavora in questo settore da 25 anni, e il primo novembre 2020 ho aperto l’agenzia».

Come si chiama e dove ha sede?

«La mia nuova realtà si chiama “Famiglia al centro” e ha sede ad Albino in via Matteotti 38».

Di cosa si occupa?

«È un’agenzia di assistenza sanitaria a domicilio per anziani e disabili ma anche in caso di infortuni o malattie. L’intento è di soddisfare tutte le esigenze di tipo sanitario offrendo un’assistenza domiciliare di grande qualità, infatti possiamo fornire a domicilio: infermieri per prelievi o interventi delicati, farmaci, esami diagnostici come raggi o ecografie, figure come Oss, badanti e colf/governanti. C’è logicamente anche una parte di consulenza molto importante con l’appoggio di esperti all’interno dell’azienda”.

In quanti siete?

«Siamo in 5, io nella mia agenzia e 4 persone in azienda a mia disposizione per tutte le consulenze e le pratiche burocratiche».

Collaborate con altre realtà correlate alla vostra?

«Sì, con parecchie associazioni e realtà in ambito solidale sul territorio, l’ultima in ordine cronologico è la fondazione Grizzly attraverso l’iniziativa “Dona un giocattolo per un bambino ricoverato” rivolta alle persone che vogliono portare un giocattolo destinato ai bambini e ai ragazzi ricoverati negli ospedali di Bergamo e Seriate, infatti il mio ufficio è un punto di raccolta per questa iniziativa».

Sente che la strada intrapresa sia quella giusta?

«Sì, porto un un esempio. La mia prima iniziativa solidale di novembre a favore dell’associazione ConosciLis di Cene riguardava la distribuzione attraverso la donazione delle mascherine “Sorriso Grazie”. Trattasi di mascherine trasparenti che permettono ai non udenti di poter vedere il labiale e capire cosa sta dicendo la persona di fronte. Il fatto a mio avviso curioso è che dopo aver pubblicato in Facebook questa opportunità ho subito capito che sarebbe diventata per l’associazione una buona cassa di risonanza, infatti con 20.000 visualizzazioni e 50 condivisioni del post, sono arrivate richieste anche da diverse regioni d’Italia, in effetti con stupore da parte di tutti noi!»

Cosa si aspetta dal domani?

«Molto semplicemente che questa realtà abbia ragione di esistere. È ormai all’ordine del giorno leggere giornali o vedere in Tv notizie su quanta attenzione ci sia nei confronti degli anziani - sempre più in aumento - e delle persone più fragili, io prendo dalla mia azienda quello che è un concetto a mio avviso fondamentale: “Lasceresti tuo figlio al primo che capita? Senza referenze e competenze? I tuoi genitori non l’hanno fatto con te, tu non farlo con loro”. Questo che sembra uno slogan è l’essenza di agenzie come la mia, noi ci prendiamo in carico delle responsabilità che una persona che non è del settore in molti casi potrebbe e dovrebbe evitare».

Per chi è interessato ad approfondire la conoscenza del vostro servizio?

«Basta una telefonata al 347 989 2743 o consultando il sito www.famigliaalcentro.com».

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